La Regione Siciliana si prepara ad assumere 400 stagisti . I Sindacati chiedono un incontro urgente

Crolla il mito della Regione siciliana piena di dipendenti ai quali non sa cosa far fare. Fra pensionamenti, prepensionamenti e mancato ricorso agli esterni il personale regionale non basta più e l’amministrazione si scopre carente di dirigenti.

Ma i concorsi non si possono ancora fare e i tempi sono lunghi mentre il lavoro da svolgere tanto. Così l’amministrazione pensa di ricorrere agli stagisti esattamente come farebbe un privato. Una idea che ha fatto saltare sulla sedia i sindacati dei regioali.

Una richiesta di incontro urgente al governo regionale per evitare “il riacutizzarsi di una lotta sindacale a 360 gradi, forse senza precedenti” viene avanzata dagli autonomi Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl che minacciano proteste eclatanti alla luce degli ultimi annunci dell’assessore Bernadette Grasso, che in tv ha manifestato la volontà di assumere alla Regione 400 stagisti laureati “che faranno il loro ingresso per 18 mesi e che certamente saranno prorogati più volte per un copione ben conosciuto”.

I sindacati autonomi attaccano: “Il governo regionale sta svelando le sue reali intenzioni in merito ai rinnovi contrattuali, vanificando gran parte delle rivendicazioni sindacali nate dalla necessità di ammodernare la macchina amministrativa. L’esecutivo sta mostrando il suo vero volto: nessuna riclassificazione né riqualificazione, niente più anticipi Famp, rinnovo dei contratti economici in coda alle trattative nonostante anche a livello statale gli aumenti siano stati erogati da oltre un anno, nessuna progressione verticale”.

Tutto questo, secondo gli autonomi, è “inaccettabile e provocatorio. Senza la previsione di questi istituti contrattuali tutto viene rimesso in discussione anche la stessa funzione dell’Aran che ha iniziato delle trattative parziali per le quali non saremmo più disponibili”.

I sindacati chiedono quindi un “immediato incontro chiarificatore al governo regionale se veramente si vuole evitare di ridestare una vertenza che, data la gravità delle tematiche che si intenderebbero negare, sfocerebbe dopo 12 anni di attese e aspettative, nel riacutizzarsi di una lotta sindacale a 360 gradi, forse senza precedenti”.

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