Salute : Primi virus influenzali: mezzo milione di italiani a letto Cinque motivi per vaccinarsi

 

Febbre e spossatezza accompagnate spesso da sintomi gastrointestinali: l’influenza vera e propria non è ancora scoppiata ma i virus parainfluenzali hanno già approfittato dei primi freddi per imperversare sulla penisola. Sono circa mezzo milione gli italiani messi ko nell’ultimo mese da questo antipasto non richiesto di influenza. Lo riferisce all’Agi Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, che spiega: “Si tratta di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da 262 virus diversi. Stimiamo che 140 mila persone ogni settimana vengano contagiate. Sono sindromi che hanno sintomi meno pesanti dell’influenza stagionale: quest’ultima si riconosce da uno sbalzo termico repentino con febbre sopra i 38 gradi, dolori articolari o muscolari o almeno un sintomo respiratorio. I virus parainfluenzali portano invece ai sintomi che tutti in questi giorni conosciamo, direttamente o indirettamente: febbre magari non alta, raffreddore, stanchezza, a volte anche problemi gastrointestinali”. Per l’influenza vera bisognerà aspettare un mese e oltre: “Dipende molto dalle temperature – conferma Pregliasco – ma possiamo dire che in linea di massima un numero rilevante di casi lo raggiungeremo dopo Natale. E purtroppo chi in questi giorni è a letto influenzato non sarà immune, trattandosi di virus diversi, anzi: essendo già debilitato sarà più a rischio degli altri di beccarsi anche il virus influenzale, che quest’anno si prevede di media intensità, con circa 5 milioni di casi attesi”.

2 ottobre è ufficialmente partita la sorveglianza dell’Influenza in Europa, che andrà avanti fino al 20 Maggio 2018. Si tratta di una rete coordinata dal Centro Europeo Controllo Malattie (ECDC) e dall’ufficio europeo dell’OMS, che raccoglie tutte le segnalazioni di casi influenzali dai diversi stati, creando rapporti settimanali che fotografano così l’andamento dell’epidemia in Europa. In Italia, la rete di sorveglianza nazionale InfluNet gestita dall’Istituto Superiore di Sanità ha il compito di raccogliere i dati italiani. Inoltre, InfluNet pubblica rapporti settimanali dedicati alla situazione nazionale.

Perché è importante avere una rete di sorveglianza? Perché il virus influenzale può cambiare da una stagione all’altra. Ad esempio, la sorveglianza della passata stagione 2016-17, ha evidenziato la circolazione di una variante del virus H1N1 che quindi è stata inclusa nel nuovo vaccino. Inoltre la registrazione dei casi gravi e dei decessi aiuta il sistema sanitario a prepararsi alla stagione successiva. In concomitanza, in ottobre è stata avviata la campagna nazionale di vaccinazione antinfluenzale.

In Italia sono disponibili due diversi tipi di vaccino influenzale: il vaccino trivalente, in grado di proteggere dai due ceppi di influenza A attualmente circolanti (H1N1 e H3N2) e da un ceppo del virus dell’influenza di tipo B; e un vaccino tetravalente, in grado di proteggere da un ulteriore ceppo di influenza B. Tutti i vaccini NON contengono virus bensì parti di esso: singole proteine o frammenti di particelle virali, perfettamente in grado di stimolare le difese immunitarie ma che NON possono in nessun caso causare l’influenza.

I vaccini non contengo virus, è bene ricordarlo

Ricordiamo una cosa molto importante: i vaccini agiscono stimolando il sistema immunitario in modo naturale. Mimano esattamente il processo che avviene durante l’infezione con il virus, ma con il vantaggio di non causare sintomi. Tuttavia l’organismo si “prepara” in questo modo a fronteggiare il virus. Non è una differenza da poco: durante un’infezione il sistema immunitario impiega circa due settimane per generare la risposta ottimale. Per questo stiamo male: perché il virus ha il tempo di impazzare nel nostro organismo prima che il sistema immunitario lo blocchi. Una persona vaccinata, che invece ha un sistema immunitario preallertato, impiega solo pochi giorni ad avere una risposta immune massima e quindi l’infezione viene stroncata sul nascere.

Cinque motivi per vaccinarsi contro l’influenza e azzerare le discussioni

Sono sicuri i vaccini? Assolutamente sì. I vaccini antinfluenzali NON contengono tiomersale (che è assente da tutti i vaccini da almeno 15 anni), NON contengono sostanze particolari, tranne quello adiuvato con un acido grasso (metabolizzato senza problemi dall’organismo) che serve ad aumentare l’efficacia nei soggetti anziani, che hanno un sistema immunitario “pigro” e che quindi viene riservato a questa categoria di persone. Le reazioni avverse sono possibile arrossamento al sito di inoculo o, in alcuni casi, qualche linea di febbre. Tutti sintomi transitori che si risolvono in 24-48 ore.

Perché vaccinarsi è fondamentale

È importante vaccinarsi? Assolutamente sì. L’influenza stagionale causa in media 40.000 morti ogni anno in Europa e tra i 300.000 e 500.000 nel Mondo, a seconda delle stagioni. La maggior parte sono soggetti anziani non vaccinati, o altri soggetti non vaccinati già indeboliti da patologie croniche. Inoltre l’influenza ogni anno mette a letto il 10% della popolazione Italiana, con conseguente perdita di un enorme numero di ore di lavoro, di continuità dei servizi e spesso con uno stress aggiuntivo al sistema sanitario e ospedaliero. Pertanto, gli obiettivi della vaccinazione sono essenzialmente due: riduzione del rischio di malattia, ospedalizzazione e morte; riduzione dei costi sociali connessi alla morbosità e alla mortalità.

Chi deve vaccinarsi? La vaccinazione è offerta gratuitamente ai soggetti a rischio, che sono: tutti i soggetti di età superiore ai 65 anni; soggetti tra i 6 mesi e i 65 anni affetti da patologie croniche soprattutto a carico dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio o da immunodeficienza; donne al 2-3 trimestre di gravidanza; medici e personale sanitario; personale addetto a servizi pubblici primari.

Proteggiamo noi stessi, ma anche gli altri

Tuttavia, la vaccinazione è consigliata a tutti coloro che durante la stagione influenzale frequentano e permangono in ambienti chiusi e affollati o che abbiano dimostrato una generale tendenza a contrarre l’infezione influenzale nelle stagioni passate. L’obiettivo è raggiungere almeno il 75% della popolazione a rischio. Nelle stagioni passate, purtroppo, siamo sempre stati molto lontani da questi valori, con le conseguenti gravi infezioni e i decessi che si registrano ogni anno. Ma ci si deve vaccinare adesso, perché l’immunità impiega due settimane a svilupparsi e dura sei-otto mesi, mentre il virus circola tra novembre e aprile-maggio, con un picco di massima attività tra gennaio e febbraio.

Ricordate: vaccinarsi non è solo un modo per proteggersi, ma anche per proteggere chi ci sta intorno. La vaccinazione è un dovere sociale oltre che un favore che facciamo a noi stessi.
Agi

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